Li Cecchi e li Guidi … certamen poetico terziario

Pubblicato: 29 gennaio 2014 in Poesie

Un dì del mese nono due classi / a confrontarse si sono trovate / in pari squadre si sono divise / ed han poetato ore su ore. / Codeste son le prove del confronto / sonetti che di rima sanno fare / vi garbi pur saper tener lo conto / a voi quest’occasion di giudicare!

D’una parte li Cecchi, che dell’agnolo senese son amici; dall’altra li Guidi, che cavalcano lo stilo fiorentino!
Bando alle ciance, s’inizi il certamen …

Senza li soldi non valgo più niente

Senza li soldi non valgo più niente.
Cala la notte su questa città
e’l tavolo verde gioia mi dà
spendo denaro da buon incosciente.

Punto la dama dal fiore lucente
preso da quello che lei mi dirà
fredda, all’invito mi sorriderà
con un rifiuto d’effetto scadente.

Dal due di picche vengo battuto
ma nuova donna di cuori compare
come un angelo dal cielo caduto.

Ma la fortuna non vuole cambiare
solito, triste, umiliante saluto
un whisky liscio per dimenticare.

di Alberto, Colleoni, Furfaro, Gemignani, Peruzzi, Tenolli, Vitello (3E)

Quanto mi mancano giochi d’amore

Quanto mi mancano giochi d’amore
notti passate distesi nel letto
quanto veloci trascorse quell’ore
già non son più quel birbante giochetto.

Quanto mi manca quel dolce odore
che ‘l giorno triste rendeva perfetto
quanto mi hai suscitato dolore
chiedo il perché di un tale dispetto.

Quanto mi mancano le nostre gite
come la volta ch’andammo tra ‘l fieno.
Meraviglioso mi parve quel viaggio

poiché rapito dal bel paesaggio
mentre dormivi col viso sereno
contadinelle mi furon gradite

di Addesi, Comellini, Ghigo, Lanza, Legnaioli, Zamuner (3E)

Dopo l’attesa più lieta m’appare

Dopo l’attesa più lieta m’appare
Con lo sguardo nei suoi pensieri perso
Or che continuo fissando a guardare
Io nell’amor mi ritrovo immerso

Giù, nell’immensità di questo mare
Che non potrei spiegare col verso
La sua presenza può consolare
L’amarezza di tal destino avverso

Cerco negli occhi un vago saluto
Per far risplendere la mia giornata
Ma mi soggiunge sconforto assoluto

Pure la notte sognando ho passata
Nel rimirar fioco sole caduto
Sol e lontan dalla dama beata

di Bianco, Carpinteri, Fenoglio, Filipello, Losapio, Roma (3E)

Ferma lì in piedi ricolma di grazia

Ferma lì in piedi ricolma di grazia
Bianche le mani capelli indorati
Tenere mosse con occhi fatati
Dona ‘l saluto che l’anima sazia

Senza mirar la possibil disgrazia
lodo la dama, pensier sussurati
Quasi con gli occhi del tutto serrati
A non vedere l’Amore che strazia

C’è veramente oppur io la sogno?
A tal quesito risponder non so
Vera o falsa ne sento ‘l bisogno

di quel calor ch’alla vita non do.
D’un gran dolore non mi vergogno
ch’ a scriver versi mi dedico un po’

di Grandi (3C)

Eccola arriva poi già se ne va

Eccola arriva poi già se ne va
Resta’l sorriso donato alla gente
D’angel disceso con occhio sfuggente
Che nell’eterno per sempre vivrà

Sento il profumo di fior che saprà
Punger la vita d’amante dolente
Come dal cero la fiamma cadente
D’un fuoco dentro che mai sopirà

Pianto leggero scalfisce l’orgoglio
Che strugge’l cuore bagnato dall’onda
E poi s’abbatte su quel freddo scoglio

Dolce l’essenza che preme gioconda
Spingendo versi che su questo foglio
Sgorgan furenti da pena profonda

di Borio, Catalano, Chiodetti, Cioffi, Ferrero, Zulian (3C)

Cantar vorrei d’un bel tipo stordito

Cantar vorrei d’un bel tipo stordito
sul motorino che viaggia seduto
con quei suoi occhi da fumo accanito
e quel big bubble di lato sputato

Sempre allo stadio da grande patito
poi nel weekend sempre in disco sballato
lo vedo attento stravolto sfinito
insieme a lui non sono mai stato

Di questo giovane provo attrazione
pur non sapendo del fiato pesante
e di problemi di sudorazione

Ecco perbacco già fugge distante
Non mi riman che ritual soluzione
cercare ‘l suon d’un sonetto rimante

di Bertino, Brillada, Gatti, Troìa, Tardito (3C)

Con uno sguardo felino m’appare

Con uno sguardo felino m’appare
vedo un ciuffetto di peli sparuti
mi chiede dove si potrebbe andare
no non mi sembra d’averli veduti

Un timbro maschio comincia a parlare
sembran capelli dal cielo caduti
parole forti coperte dal mare
forse da poco le sono cresciuti

Non più potendole dire ch’assonna
prego quel dio che solo potrà
far rivelar quel ch’asconde la gonna

ché così brutta giammai cambierà
Prendo coscienza di barbuta donna
E la sorpresa ben chiusa starà

di Aralla, Elifani, Galletta, Giannini, Pomari, Sansone, Savoca (3C)

Candida veste e gentile corpetto

Candida veste gentile corpetto
guardandovi vedo da voi scomparir
ché l’antico sogno d’amor perfetto
in carnal desio sto per convertir

Al sol rimembrar d’un morbido letto
tutto d’un tratto mi sento svenir
il vostro bel corpo senza difetto
per un lungo istante voglio ghermir

V’abbraccio d’istinto da lungi vi tocco
D’un tratto la brama sembra svanire
con gran sorpresa di colpo mi blocco

Movendo ‘l bacin d’un lieve stormire
sento il rumore, e come un allocco
addosso al cuscin mi trovo a gioire

di Aldanese , Benchaed, Del Corso , Tamburri (3C)

Sonetti realizzati dagli studenti delle classi 3C e 3E (a.s. 2007/2008)

a cura del prof. Carlo Pizzala

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