Vittoria palese

Pubblicato: 6 febbraio 2014 in Articoli, Recensioni

Tutto comincia quasi dieci anni fa.

Il FacciaLibro emetteva i primi vagiti. Si era precari. Si diventava subito amici. Una nuova collega nei corridoi della scuola italiana. Domande a raffica sulla burocrazia che sta dietro al nostro lavoro. Il registro elettronico doveva ancora arrivare. Le pagine bianche di quello personale una montagna impervia da scalare. Domande, domande, domande. Risposte, risposte, risposte. Sempre al limite del sarcasmo. Piccole velleità da precario anziano. Da primo della classe che da qualche anno aveva già finito di fare i compiti per casa. Altre domande. Altre risposte. Un anno trascorso a ridere. Di una scuola ancora troppo vicina per sentirla distante. Di una scuola ancora distante per sentirla propria. Di montagne troppo impervie da scalare. Con quel senso di precarietà che diventava normalità. E faceva morire dentro. Lentamente. Inesorabilmente. Fuori la vita scorreva veloce. Giorni contati, accumulati, sognati. Tutto per un punticino in più in quelle pachidermiche graduatorie da cui dipendevamo. Dipendenti dello Stato? No. Dipendenti da una lista di nomi. Dipendenti del Tempo. Quello trascorso nell’attesa di una telefonata. Di una qualsiasi voce fredda di segreteria scolastica. Di una qualsiasi occasione per fare altre domande. L’ho conosciuta così. Grazie a una combinazione casuale di telefonate. E un posto vacante su una cattedra di storia e filosofia. Quello di un rappresentante sindacale che non aveva che da scegliere. Ironia della sorte. A chi tutto e a chi niente. Funzionava così. Funziona ancora così. Poi l’anno è terminato. Una prova di maturità da morire dal ridere. Le scuole sono cambiate. Le domande pure. Io semplicemente più vecchio e più fortunato. Lei ancora a tempo determinato. Solo per la scuola, però. Nel frattempo si è sposata, ha avuto una figlia, è diventata una blogger, ha curato una rubrica di filosofia on-line, fino a farsi scoprire da mamma RAI. Nel frattempo ha continuato a fare domande. Nel frattempo è diventata una donna che da madre deve dare risposte. Nel frattempo si è inventata un’altra vita. Perché precari, per amore del proprio lavoro, si può rimanere anche per sempre, ma l’anima ha bisogno di trovare un posto fisso. Un luogo dove sentirsi a casa. Stabile. Solida. Tangibile. Un luogo che, come tutti i luoghi, è temporaneo, ma che diventa eterno istante dopo istante.

Il blog di Vittoria ha compiuto da poco un anno. Uno in meno di sua figlia, BabyP. Il successo dell’idea è stato immediato. Inaspettato. Esercizi di meraviglia per tutti e per nessuno. Aristotele a braccetto con Nietzsche. Ragione e Follia. Una madre e una figlia. Tutti. La ricetta giusta per colpire nel segno. Niente orari per la pappa. Nessun rimedio 2.0 per una nanna serena. Nessun consiglio della nonna. Solo l’amore per la filosofia, quello nato sui banchi del liceo, che si trasforma in pensieri ad alta voce. Riflessioni che non si possono rimandare. Quelle che qualsiasi figlio impone al genitore. Nuove domande, altre risposte. Stavolta a parti invertite. BabyP coi suoi innocenti, puri e spiazzanti due anni, da un lato. La mammaproffilosofa dall’altro. Un gioco attraente. Innocente. Terrorizzante. Inebriante. Un Amore che nella sua pensosità si fa leggero. Un Amore che nella sua fisicità diventa pesante. Che nella sua molteplicità diventa unitario. Che nella sua fragilità diventa pensiero. Un Amore che nella sua totalità diventa Filosofia. La filosofia secondo BabyP.

Brava Vittoria, leggerti è un piacere. E visto che sei la prima a non definirti una mummy blogger dispensatrice di consigli su come si cambiano i pannolini, questa volta a dirtelo è un papà, che di pannolini ne ha cambiati tanti.

CP

Tutto da leggere. Tutto da scoprire. Il blog di Vittoria Baruffaldi. Prof di storia e filo a tempo determinato. Madre filosofa a tempo pieno.

Il blog di Vittoria Baruffaldi

Il blog di Vittoria Baruffaldi

LA FILOSOFIA SECONDO ME

(la rubrica di Vittoria su TempoxMe Libri)

commenti
  1. Federica ha detto:

    Una maturità divertente per voi due!! Per noi un po’ meno!!

    🙂
    Ogni tanto leggervi è quasi come tornare indietro nel tempo.

    Federica Venuto

    Mi piace

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