I professionisti della telecronaca

Pubblicato: 16 febbraio 2014 in Articoli

Al maschile o al femminile, il telecronista è la figura professionale più gettonata a scuola. Soprattutto da quando Beppe Bergomi e Fabio Caressa sono diventati icone della telecronaca a due voci, pare che l’abitudine abbia spopolato tra i banchi di scuola. Coppie spontanee, di fatto, legali o tradizionali sono sorte come funghi d’autunno dopo piogge torrenziali. Lei lei, lui lui, lui lei o lei lui, combinazioni in continua evoluzione. E c’è chi riesce a fare anche tutto da solo. Un ininterrotto sottofondo di parole bisbigliate a tutte le ore del giorno, del giorno dopo e del giorno dopo ancora. Un infinito chiacchiericcio che fa colonna sonora tanto nelle giornate più uggiose quanto in quelle più soleggiate. Si parla di tutto, ininterrottamente. Sera prima, sera dopo, l’ultima conquista, il gossip più recondito, i fatti di giornata, le voci di corridoio. Ma all’eventuale domanda retorica del prof: “Carissimi, volete rendere partecipe l’intera classe dei vostri importantissimi segreti?”, all’unisono, tutte le coppie (ma proprio tutte) rispondono in coro: “prof, ma stavamo commentando quanto ci ha appena detto, non volevamo disturbare, stavamo parlando proprio del testo preso in esame: è una miniera di spunti!”.
Che le parole siano esattamente queste è una traduzione libera di chi scrive (per convincersi della veridicità dell’affermazione), ma la sostanza no: a quanto pare, mai come in questi ultimi tempi, l’interesse degli studenti per gli argomenti proposti in classe pare così vivo. Non possono proprio fare a meno di commentare in diretta, di trasformarsi in critici letterari estemporanei che non resistono a coinvolgere il compagno più vicino. La situazione poi diventa ancor più stimolante, quando le coppie di telecronisti sono distribuite in modo disomogeneo tra le classi. In alcune un vero e proprio concentrato di professionisti della parola sussurrata alla dolce metà, in altre una vera e propria crisi di vocazioni professionali. Bisognerebbe allora ridistribuire in maniera più equa i nostri studenti, per non far sentire troppo diversi quei poveri prof che non hanno la fortuna di incontrare sul loro cammino tali fonti di rielaborazione in presa diretta.
Soluzioni?
Qualcuna.
1) All’atto dell’iscrizione fare un test attitudinale, dopo aver sorteggiato le coppie in modo rigorosamente casuale e anonimo, per esempio numerandole per non conoscerne i cognomi ed evitare raccomandazioni (in questo modo la stessa Direzione potrebbe formare coppie meglio assortite e unite da interessi personali condivisi);
2) Dopo le prime due settimane di scuola, dare la possibilità ai docenti di ridistribuire gli allievi in modo da uniformare le classi (le coppie meno dotate potrebbero così trovarsi con quelle più prolifiche e migliorare inevitabilmente la qualità della vita di tutti, soprattutto prendendo in considerazione il cortile in pieno inverno come punto di raccolta per gli esclusi);
3) Finito il primo quadrimestre, riformare d’ufficio tutti i gruppi classe (in questo modo, alla fine dei cinque anni, tutti gli studenti si conoscerebbero a fondo, una vera e propria socializzazione di massa, aggiungendo l’area antistante alla Presidenza quale secondo punto di raccolta per i più recalcitranti);
4) Alla fine del secondo quadrimestre, avere la possibilità di stabilire quali sono le coppie più professionali e dar loro l’opportunità di ripetere l’esperienza per un altro anno nella classe precedente (in questo modo metterebbero la loro esperienza a disposizione dei più piccolini, un vero gesto d’altruismo disinteressato);
5) La possibilità di rendere la soluzione 4 una norma costituzionale (non transitoria).
Oppure ci sarebbe un’altra idea, ma in questo caso si tratterebbe di qualcosa di estremamente teorico e tutto da sperimentare. Di qualcosa che, se messo in pratica, rivoluzionerebbe la scuola italiana tutta, facendoci balzare ai primi posti di tutte le classifiche europee e mondiali.
Rendere istituzionale la disciplina di TELECRONACA AVANZATA.
Un’ora in più alla settimana da aggiungere ad ogni scuola di ogni ordine e grado, a partire dal secondo anno.
A rotazione, tutte le coppie che si sono distinte per meriti sul campo al primo anno (necessariamente certificati) diventano assolute protagoniste.
Un’ora in cui tutti i telecronisti del mondo possano dare libero sfogo alla propria passione.
Ad una condizione, però.
Rigorosamente una coppia alla volta.
Tassativamente registrati e riascoltati pubblicamente.
Obbligatoriamente valutati dall’intera classe seguendo una procedura di voto segreto.
Solo da crocettare una delle due voci presenti sulla scheda: NOMINATO / NON NOMINATO.
In caso di unanimità da parte dei compagni, diploma di merito appeso alla parete con tanto di fotografia (stile impiegato del mese da McDonald’s).
In caso di pareri discordanti (ne basterebbe uno solo), silenzio stampa d’ufficio per i restanti tre anni e reintegrazione di punizioni corporali stile anni ’50 (per esempio bacchettata sulla lingua al primo accenno di un suo movimento).
Troppo rischioso? Pianificazioni strategiche di accordi sottobanco? Per niente.
Considerato che raggiungere l’unanimità in un gruppo di adolescenti con gli ormoni a palla è obiettivo praticamente utopico, dopo un biennio di purgatorio istituzionalizzato (che tanto non sarebbe tanto diverso da come già è), ci si garantisce per il triennio un religioso silenzio con il minimo sforzo.
CP

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