Domande scomode

Pubblicato: 18 febbraio 2014 in Articoli

Al maturando fisicamente presente ma ormonalmente debilitato dal pensiero dell’esame incombente, due sono le domande da non fare mai: a che punto è la tesina e se le letture assegnate l’estate prima sono terminate.
Della prima ci occuperemo prossimamente, della seconda immediatamente.
Quattro parole. Bastano solo quattro parole. E la speranza, caduta alla difesa ultima vana, crolla in un istante.
Quando meno se lo aspetta, il maturando può essere colpito a freddo. Spiazzato. Messo con le spalle al muro. Chiuso all’angolo davanti a Muhammad Alì.
Solo, unicamente, quattro semplici parole.
“Avete letto il romanzo?”.
O, in alternativa …
“A che punto siete?”
Quattro parole, quattro maledettissime parole.

Eppure non sembrano così pericolose. Forse un po’ troppo generiche, ma certamente non letali. Ridotte all’osso. Parole libere che richiamano gli spettri del passato. Che risvegliano coscienze assopite dal tedio invernale.
Domande scomode, che generano reazioni da avanspettacolo. Da funamboli su un letto di chiodi, pronti a immolarsi alla causa circense.
Caso specifico (universalmente valido). Classe di 22 maturandi. Libro assegnato (alla fine della quarta, esattamente 8 mesi prima!) I Malavoglia di Giovanni Verga. Consapevole del fatto che non attizzi come Harry Potter, ma s’ha da fa’!
Domanda scomoda ma inevitabile, dopo aver passato almeno un paio di settimane a parlare di regressione dell’autore, tecnica narrativa verista, ecc. ecc.
Sorpresa sorpresa: metà della classe pare aver compreso alla perfezione passando direttamente all’applicazione. Sparita, eclissata, così totalmente disanimata.
Un’esplosione di creatività e sopravvivenza (non per forza in quest’ordine). La sagra della fantasia, meglio che stare a Zelig.
La risposta di rito.
Prof, l’ho ordinato ma non è ancora arrivato (con i tempi italiani c’è quasi da crederci)
Variante 1: prof ma era per oggi?
Variante 2: prof, ma guardi che non era per oggi.
Variante 3: prof, l’ho cominciato (affermazione che comprende tutto, anche l’essere fermi ancora alla quarta di copertina)
Variante 4: prof, sono quasi alla fine (idem come sopra)
In tutti i casi si fa leva sull’eventuale stato degenerativo del prof, che da buon rincoglionito dovrebbe crederci (in fondo, il suo è un lavoro neurologicamente usurante!)
La risposta creativa.
Prof, l’ho comprato ma ce l’avevo in uno zainetto che mi hanno rubato sul pullman
Variante1: prof, l’ho comprato ma mia mamma ha cominciato a leggerlo e non ha ancora finito
Variante 2: prof, l’ho letto quest’estate, ma non ricordo molto
Variante 3: prof, lo giuro entro domani lo finisco
Variante 4: prof, mi mancano le ultime due pagine non mi dica come finisce (manco fosse un giallo di Agatha Christie!)
Anche qui si fa sempre affidamento sull’età del prof che avanza inesorabilmente.
La risposta teatrale (comica)
Movimento improvviso del corpo che, alla domanda scomoda, comincia a contorcersi sulla sedia, facendosi piccolo piccolo, cercando di nascondersi dietro alla pila di libri strategicamente disposta sul banco (o direttamente dentro lo zaino)
La risposta teatrale (drammatica)
Movimento lento degli occhi verso gli angoli ciechi dell’aula, sguardo perso nel vuoto, verso interminati spazi, sovrumani silenzi e profondissima quiete.
La risposta di Federica (che non ho ancora capito se è un dativo plurale della prima o un genitivo singolare della terza).
Ultimo banco.
32 bianchissimi denti, schierati alla perfezione in direzione della cattedra.
Sono ben visibili gli 8 incisivi, i 4 canini,  gli 8 premolari e i 12 molari.
Brillano di luce propria. Abbaglianti.
In barba ai grandi oratori latini, la captatio benevolentiae più muta della storia.
Il vecchio adagio della nonna è un evergreen: quando la risposta non c’è, quando le parole mancano, quando la difficoltà diventa estrema … fissa chi disturba con domande scomode, reggi lo sguardo e sorridi. Fino a quando l’acido lattico non comincia a indebolire la mascella.
Non c’è dubbio.
I rimedi della nonna funzionano sempre.
Il sorriso le batte tutte.
CP
commenti
  1. maria cristina rossetti ha detto:

    La migliore in assoluto è ‘entro domani lo finisco’, perché il vero prof. sadico rimanda le altre domande scomode al giorno dopo…

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  2. Aurelia Pusar ha detto:

    Ma lo devono proprio fare? Potrebbe esserci un’altra scelta alternativa?

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