Trampolino nordico

Pubblicato: 26 febbraio 2014 in Racconti

– Non sempre si può vincere. A volte occorre trionfare – disse con aria sorridente e di sfida.
Lo aveva sempre provocato. Fin dall’inizio.
Dal primo momento in cui gli erano apparse le sue gambe incredibili che toccavano il cielo azzurro dell’estate.
L’aveva conosciuta in spiaggia.
Rocce assolate. Riscaldate dal vento caldo di scirocco.
Colorate dai pastelli delicati di un pittore che stava riprendendo la scena per venderla la sera sulla via principale del paese.
Le sue gambe accarezzate dall’olio abbronzante, che metteva in luce ogni singola fascia di muscoli. Le sue rotule piccole e delicate. I polpacci sodi e uniformi.
E quelle caviglie. Così non ne aveva mai viste. Mai.
La curva che immetteva sul collo del piede gli ricordava il trampolino di salto nordico che avevo visto a Oslo due mesi prima. Il simbolo lontano del ’52 olimpico. Un blocco di legno e cemento innalzato tra prati in discesa circondati dai monti scandinavi.
C’era il sole anche allora. I raggi sbattevano contro i suoi occhiali senza riuscire a infastidirlo.
L’aria vibrava del futuro trionfo.

CP

commenti
  1. Aurelia Pusar ha detto:

    Bravissimo, sono sempre belli i tuoi racconti e le canzoni che sono delle stupende poesie.
    I testi delle canzoni e le canzoni perchè non le metti ai voti?

    Mi piace

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