Articolo 33. Qualcuno lo conosce a viale Trastevere?

Pubblicato: 2 marzo 2014 in Articoli

Il neoministro dell’Istruzione, Stefania Giannini, che è docente universitario di glottologia, cioè è una linguista che dovrebbe conoscere molto bene l’etimo delle parole e il loro significato nel tempo, invita ad un doveroso approfondimento sulla riduzione del liceo a 4 anni e ad una necessaria uguaglianza tra scuola pubblica e privata. Una preoccupante revisione, quindi, della nostra Costituzione. Sui 4 anni del liceo arriverà presto una riflessione (in fondo tra il dire e il fare), quello che colpisce di più adesso è la seconda parte (quella in cui, dal 1948 ad oggi, si è già fatto fin troppo).
Eh già. Perché la nostra Costituzione parla chiaro.

Art. 33 L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l’insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sull’istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
Caro neoministro, potrebbe cortesemente spiegare il significato del termine ONERI? Non mi è più molto chiaro. Sono davvero molto confuso. Credevo significasse OBBLIGHI. Tradotto=le scuole private possono esistere, ci mancherebbe, ma senza finanziamenti pubblici. Chiaro, conciso, senza fronzoli. Tutto è fuorché burocratese. Semplice italiano, alla portata di tutti.

Devo dunque dedurre che lo sblocco degli ultimi 483 milioni di euro stanziati per le scuole non-statali (di cui la metà accreditata due giorni fa!) sia un’iniziativa di beneficenza? Devo forse pensare che, anche stavolta, come negli ultimi 60 anni, la nostra Costituzione è il testo meno conosciuto da chi ci governa, e noi cittadini gli unici a leggerlo e doverlo rispettare?

In effetti, però, probabilmente sono io che non ho sufficienti competenze linguistiche. In fondo sono solo un docente di liceo. Non insegno glottologia, ma semplicemente italiano. E pensavo di aver capito, per una volta.
Cercherò di aggiornarmi, promesso. Nel frattempo, caro neoministro, non dimentichi che l’unica scuola che merita i soldi dei contribuenti è quella pubblica. Non glielo dico io, ma la Carta Costituzionale sulla quale ha appena prestato giuramento.

CP
commenti
  1. Pia ha detto:

    Mi verrebbe da dire da buona linguacciuta: finalmente una tua posizione “politica”. Ma sono talmente contenta di questa tua esternazione che la vorrei mettere in corsivo come semplice pensiero. Da quattro anni che sono all’Umberto I mi sembra di vivere in una realtà parallela… Potrei aprire una lunga discussione su questo…
    Grazie di questo intervento, lo farò girare fra i miei amici/colleghi.

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  2. Carlo Pizzala ha detto:

    … pensiero e posizione politica non possono avere due direzioni diverse, soprattutto quando ci vendono il nuovo che avanza come se si trattasse della rivoluzione del pensiero … presente il Gattopardo?

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  3. Aurelia Pusar ha detto:

    Art.33 della Costituzione
    Enti e Privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato.
    Ora qual è la procedura per impugnare una legge che ha consentito la destinazione di denaro pubblico contro la Costituzione?
    Scrivere sui giornali serve per avere condivisioni, ma ci vuole un ricorso scritto all’Istituzione competente, con le modalità previste dallo stesso, esponendo chiari i riferimenti della legge e delle spese.
    Auguri.

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