L’elefante e la formica

Pubblicato: 4 marzo 2014 in Articoli

Ricorda un po’ il titolo di un vecchio successo di Michele Zarrillo.
I due animali più votati nel sondaggio del mese di febbraio sono stati il più grande e il più piccolo dei presenti, che si sono spartiti il 40% dei voti totali.
Vince di gran lunga l’elefante, ma subito dopo la formica (che batte nettamente la zanzara, facendoci subito tirare un sospiro di sollievo). La domanda poteva apparire un po’ banale e la scelta dell’animale un po’ troppo limitata, ma il risultato si presta comunque ad un’interessante riflessione.
Fossimo un paese a maggioranza buddista ci sarebbe di che rallegrarsi, l’elefante infatti è un animale sacro che indica compassione, verità, pace, amore e gentilezza. Temo però che tutte queste belle qualità non siano state prese molto in considerazione dai votanti, quanto piuttosto l’immagine prevalente potrebbe essere stata quella di un animale pachidermico, dalla mole imponente, che, suo malgrado, schiaccia chi è più piccolino. In fondo, siamo in Italia.

Una scuola-elefante. Più che amorevole e pacifica, pesante e lenta nei suoi movimenti. E forse, al contempo, temibile e pericolosa. Nonostante Moira Orfei, l’elefante è pur sempre uno degli animali più pericolosi della Savana.

Una scuola-formica. Minuscola, ma perseverante. Lavoratrice infaticabile, paziente e previdente. Pronta a sacrificarsi per il bene comune e reinventarsi, a essere schiacciata da bambini cattivelli e ritrovare sempre la forza di resistere.

Ai primi due posti un ossimoro dimensionale. Viene in mente subito una vecchia barzelletta.

In un punto della Savana vivono migliaia di formiche, tutte nella stessa zona di un elefante che passa tutti i giorni da lì per andare ad abbeverarsi.
I danni che i passi dell’elefante provocano alle case delle formiche sono immensi, oltre al rumore fastidiosissimo.
Quindi un giorno, le formiche si riuniscono in assemblea per discutere il problema. La formica più “battagliera” tiene un comizio:
“Amiche, noi non ne possiamo più di questo elefante che ci rovina la vita. Giusto?”
“Siiii! E’ vero! Basta!!!!!”
“Allora dobbiamo escogitare un piano per mettere fine a questa situazione!”
“Siiiii! Brava!!!!”
“Domani, ci apposteremo tutte dietro un cespuglio e quando l’elefante passerà, noi gli salteremo addosso all’impazzata! E’ vero che lui è grande, ma noi siamo migliaia e qualcosa riusciremo a fare!”
“Siiii! Brava!!!! Giusto!!! Lo distruggeremo!!!! YEAH”
Il giorno dopo, come deciso, le formiche si appostano dietro il cespuglio e, quando l’elefante passa, vanno tutte all’attacco. In un istante, lo ricoprono interamente!
L’elefante non batte ciglio, si guarda, si dà una scrollata e le butta tutte a terra, tranne una che gli rimane appesa sotto la gola.
E tutte le formiche a terra cominciano a gridare: “STROZ-ZA-LO! STROZ-ZA-LO!”

Solo una barzelletta? E se nella nostra cara vecchia scuola italiana fossero così tante le formiche in grado di strozzare l’elefante, da cominciare ad averne timore?

CP

PS. Per dovere di cronaca, al terzo posto si è piazzata la scuola-gabbiano. E al penultimo la scuola-cane. Il sogno e una triste realtà. Che sia arrivato il momento di tornare ad essere il migliore amico dell’uomo?

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