Questione d’apostrofo

Pubblicato: 4 marzo 2014 in Articoli

fotoL’appuntamento di fine anno si avvicina per tutti i maturandi. Prima però fervono i preparativi per la gita. Quella di quinta. Quella più preparata nei minimi dettagli.
Ultimo anno, ultimo momento conviviale di gruppo. Baci abbracci sorrisi risate cazzate. L’ultima occasione per chiudere alla grande un percorso di cui l’inizio è un lontano ricordo.
Poi rush finale e liceo terminato. Così, in un batter d’occhio che sembrerà eterno.
Sull’ultima circolare alle famiglie: comunicato ufficiale. Programma di viaggio e orari di ritrovo.
La circolare più attesa dell’anno.
E qui casca l’asino, che in questo caso è il prof.
Se un viaggio d’istruzione diventa un viaggio distruzione, la frittata è fatta.

Fortuna che l’errore non sia proprio nell’oggetto, ma nel testo sottostante (e soprattutto presente una sola volta). Il tipico refuso da correttore automatico di word, ma che si paga a caro prezzo (soprattutto quando viene protocollato e consegnato alle famiglie). Un boccone troppo ghiotto per lo studente che non vede l’ora di rifarsi di 5 anni di segni rossi. Basta e avanza per una bella foto, un ritocco veloce con un bel cerchio rosso sulla parola incriminata e una condivisione immediata su Facebook. Il mondo diventa testimone, il prof è con le spalle al muro. Scripta manent fino alla morte. Qualcosa da raccontare ai nipotini quando i capelli diventeranno bianchi e le circolari non esisteranno più, sostituite da mail o sms che arriveranno direttamente sugli smartphone dei futuri genitori 3.0.
Un errore che si tradurrà, fino a fine anno e oltre, in continui sberleffi educati, sorrisetti sornioni e sguardi stupiti. Prof, da lei non ce lo saremmo mai aspettati.
Una reazione che sa tanto di rivendicazione politica, di rivincita sociale o, in termini meno letterari e proletari … di colossale presa per il culo. Senza però diritto di replica.
Il prof di italiano ha sbagliato a scrivere nella sua lingua madre: una gioia irrefrenabile che si trasforma in orgasmo mediatico. Alla mercé di commenti e mi piace che piovono a grappoli.
Il punto cruciale, però, non è tanto il pubblico ludibrio (compresi gli anni a venire), ma quanto potrà verificarsi durante il viaggio stesso.
Troppo facile da prevedere.
La circolare parla chiaro, prof. Questo é un viaggio distruzione e noi faremo di tutto per rispettare le indicazioni istituzionali!
Quanto sono encomiabili e commoventi studenti così ligi al dovere, rispettosi delle consegne e così attenti al significato delle parole.
Tre settimane ancora e dalle parole si passerà ai fatti.
Il gruppo compatto, che non vede l’ora di sentire le fatidiche parole, pronto all’agguato.
Mi raccomando ragazzi stasera a nanna presto che domani abbiamo i musei che ci aspettano.
A nanna presto? Ma come, prof … il viaggio è distruzione, lo ha scritto lei!
Io? Ma sapete bene che si tratta di un refuso. Il viaggio è d’istruzione e quindi a nanna presto.
No, prof. Non vogliamo avere problemi al nostro rientro. Distruzione c’era scritto e distruzione deve essere. Non cambiamo le carte in tavola che poi ancora ci tocca dare spiegazioni ai nostri genitori.
Che fare?
Correggere la circolare non servirebbe a nulla. Pregare la comprensione per una svista, neanche. Sperare in un vuoto di memoria collettivo, neppure.
Non rimane altro che una punizione esemplare. Qualcosa che serva davvero. Un mea culpa di quelli memorabili, che possibilmente eviti il cilicio.
Vedrà, prof, che la prossima volta farà sicuramente più attenzione.
Scrivere 100 volte la parola corretta, in bella grafia e pronta per essere appesa in classe.
E così sia.
D’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione. D’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione. D’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione. D’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione. D’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione. D’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione. D’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione. D’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione. D’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione. D’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione, d’istruzione.
CP
commenti
  1. Federica Baradello ha detto:

    Vogliamo vedere la bella grafia caro prof… con la tastiera è troppo facile! (Una rivincita prima o poi dovevo concedermela…)

    Mi piace

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