Alta formazione

Pubblicato: 9 marzo 2014 in Articoli

Cominciare l’avventura del master con un sole a palla, l’aria di mare e la primavera alle porte, il tutto fuori dalla finestra sulla tua destra, è un’esperienza quasi mistica. Soprattutto se per essere alle 9  in università a Genova sei partito da casa quattro ore prima, di sabato mattina.
Sveglia che suona come ai tempi della naia.
Pugno leggerò calibrato con perfezione asimmetrica per farla tacere.
Passo del giaguaro per non svegliare le povere creature che dormono beate ignare delle tue imprecazioni insonorizzate.
Blasfemie stilnovistiche che rimangono pensiero silenzioso.
Acqua gelida carica di speranza rigeneratrice sparsa a caso su occhi che sembrano quelli di Rocky I, II, III e IV all’ultimo round.
Caffè veloce preso come un robot da catena di montaggio.
0115730, Urano chiama Terra.
Umbria-Treviso, 3 minuti (che culo, un minuto in meno d’attesa rispetto al pieno giorno).
13 euro di taxi che nessuno ti rimborserà. Altro culo, entro le sei c’è ancora il supplemento notturno.
Mattinieri venditori di mimosa che, confondendosi nella notte, ti ricordano la festa della donna appena cominciata.
In un colpo solo attraversi la metafisica di De Chirico e il surrealismo di Dalì.
Ti senti l’omino con la bombetta di Magritte che piove dal cielo senza ombrello su un pianeta sconosciuto.
Appuntamento con i tuoi colleghi di fronte al binario 1. Il gruppo vacanze Piemonte con te salirà a 7 unità.
Sette prof armati di bagaglio a mano ultraleggero pronti a essere masterizzati.
Carrozza 5, completamente vuota.
In due non hanno prenotazione del posto, ma le condizioni promettono bene.
Ci si siede tutti vicini.
Tempo due minuti e arriva la coppia svizzera del giorno.
I posti continuano a essere tutti liberi (i primi esseri umani – si scoprirà dopo – saliranno solo ad Alessandria e occuperanno ben tre sedili).
Mr. e Mrs. Swatch gentilmente ti fanno notare che occupi due posti da loro prenotati.
Altrettanto gentilmente fai notare che non c’è anima viva e, se non è un incomodo per lorsignori, si potrebbe mantenere lo status quo.
Al posto di alzarsi in sette, meglio sedersi in due una fila più in là.
Lo stesso controllore, di passaggio in quel momento, sentenzia un sedetevi pure dove volete tanto non si riempie mai a quest’ora.
Tutto sembra risolto a tarallucci e vino, e invece.
Mr. Swatch è irremovibile, pare abbia deciso di prendersi un vaffanculo gratis alle sei meno cinque di sabato mattina. Lui vuole il suo posto.
Ci vuole pazienza, tanta pazienza.
Ci si sposta più avanti per evitare un incidente diplomatico e si lascia allo sguardo il compito di sostituire le parole.
Il resto del viaggio trascorre tranquillo, nel torpore del rincoglionimento collettivo.
9 ore più tardi il ritorno sarà decisamente brillante.
Ora, solo più tempo da dedicare all’alta formazione.
Vediamo un po’. Che cosa rimane?
Di alta, sicuramente la posizione geografica dell’Università (per raggiungerla è meglio dello spinning).
Di formazione, per ora calma piatta (se questo è l’antipasto, figuriamoci la frutta).
CP
commenti
  1. Aurelia Pusar ha detto:

    E’ un filmato di Scano!!!!! Un testo di Trenitalietta
    Aspettiamo i compiti on line.

    Mi piace

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