Red light soul

Pubblicato: 19 marzo 2014 in Articoli

Poca gente per strada, non troppe ragazze dietro al proprio vetro. Forse è ancora presto per entrare nel vivo della notte, ma quanto basta per rendersi conto di quanto sia difficile fare i conti con la propria morale. Nel paese della marijuana libera, dell’estrema tolleranza per qualsiasi diversità, anche il sesso si vive alla leggera. Quello a pagamento poi alla leggerissima. Il mitico Red Light District di Amsterdam sembra una gran novità, soprattutto se si arriva dalla bigotta e moralista Italia, ma poi si scopre che é uno sei quartieri più antichi della città, e deputato da più di 500 anni sempre alla stessa attività. Quello che colpisce non è la concentrazione di teatri porno, sexy shop o musei erotici. Quello che stupisce non è l’idea del sesso in vendita (sarebbe piuttosto ipocrita visto che ovunque esiste questa compravendita). Quello che colpisce sono le vetrine, e la merce in esposizione come al supermercato. Quello che colpisce è l’assoluta naturalezza di quanto accade. Giovanissime ragazze in vetrina, seminude ad ammiccare ai passanti. Detto così sembra quasi che non siano puttane. Detto così sembra quasi che facciano parte del folklore locale. Anche questa è la proverbiale tolleranza?

Puttane di fronte al mondo che cammina. Puttane di fronte all’assoluta indifferenza. Puttane che, come riportano cartellini affissi in un angolino, affittano la propria cabina, hanno il proprio lavandino, un materasso con lenzuola pulite buttato per terra, macchinetta del caffè, stereo e un sedia per sedersi, tutto in 6-7 metri quadri. Forse allo zoo l’animale più sfigato ha un gabbia più grande.
Un secondo in più del dovuto e la porta vetrina che dà sulla strada si apre, una voce suadente ti invita ad entrare, si parla di vile denaro e la porta si richiude. Se il prezzo è quello giusto la tenda si tira e si consuma a un metro dal mondo che cammina; se l’accordo non si raggiunge, tutto torna come prima e la tenda rimane aperta. Pronta a chiudersi sul mondo che cammina. Definitivamente.

CP

commenti
  1. Aurelia Pusar ha detto:

    Ricordo che mi fece impressione vedere alcune mamme passeggiare davanti con il bebè nel passeggino. Non capivo se abitavano nello stesso quartiere “civili” oppure se erano delle puttane con il proprio bambino nel tempo libero. Percepivo una naturale confusione che non mi permetteva di collocare nel “disegno” le persone. Certamente mi colpì lo spazio ridotto riservato per ogni ragazza, ma quando ho sperimentato l’open space all’Enel, era minore.

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  2. eugenia ha detto:

    In ogni caso sei metri quadrati con un materasso e delle lenzuola (per non parlare dei muri e del tetto sopra la testa) sono meglio delle frasche del bosco reale di Stupinigi, dove trovi i bidoni che le puttane usano per accendere un fuoco d’inverno e non ti dico che altro. Non è una vetrina che mercifica la donna, è l’uomo che la paga. E la paga in mezzo ad una strada come dentro ad un negozio. La differenza è che il negozio è riscaldato e ha il tetto.

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