Umberto primo primo

Pubblicato: 8 maggio 2014 in Articoli

Vittorio Emanuele II.
Umberto I.
Padre e figlio.
Strano a dirsi, ma è proprio così.
Di solito il primo viene prima del secondo, ma per il Savoia baffone era più importante la sequenza dinastica che ricordare a tutti in eterno di essere il primo re d’Italia.
Una scelta molto avanguardista in fondo. Anticipava in qualche modo tanta storia successiva degli uomini che avrebbero guidato il giovine Stivale.
Poi arrivò il figlio a sistemare le sequenze numeriche, senza sapere però che avrebbe generato un’imbarazzante confusione in chi, decenni più tardi, avrebbe fatto del suo nome la targa della propria scuola.
Un’insegna che campeggia imperitura ad accogliere centinaia di studenti tutte le mattine.

Già sul fatto di mantenere nomi monarchici come vessilli di istituzioni repubblicane si potrebbe discutere, ma in  una scuola come la nostra, che è nata come istituzione regia, può anche starci. I problemi più urgenti da risolvere sono altri tuttavia. Come ad esempio ricordarsi le regole basilari nell’uso degli ordinali quando scriviamo. Soprattutto quando scriviamo qualcosa che quotidianamente è sotto gli occhi di tutti. E che probabilmente, proprio per questo, non viene letto mai da nessuno.
Un po’ come le targhe commemorative sulle statue, o sui muri di città affollate di occhi indifferenti. Che pensano che le tracce del passato non siano altro che parole dovute a non fare i conti con la propria coscienza.
Certo però, che sbagliare a scrivere proprio sulla targa d’ingresso di una scuola! Del luogo in cui si insegna a scrivere!
Sì, perché da noi Umberto primo è da anni primo primo! Unico e inimitabile (si spera).
Veloce promemoria: quando serve il numero ordinale per indicare il “primo” abbiamo due opzioni, o usiamo la numerazione latina (Umberto I) o mettiamo un bel pallino – che poi sarebbe una o minuscolissima – vicino alla cifra araba (1° posto). Alternative non ce ne sono. O uno o l’altro.
A meno che non si usi la fantasia.
Che è tanto bella, ma fa fare brutti scherzi (e figure).
Insomma, una scuola che ti accoglie con UMBERTO I° che troneggia su ben tre targhe differenti (elementari, medie e liceo) … un po’ stona.
Viene subito in mente uno scherzo di un lontano parente di Gaetano Bresci.
O la scelta di un tipografo savoiardo un po’ nostalgico.
O ancora, la disattenzione di qualcuno che ha comunicato il nome sbagliato al tipografo. Perché qualcuno lo deve aver pur comunicato … scrivendolo!
In ogni caso si potrebbe metterci una pezza.
O cancellare il pallino – che sarebbe una o minuscolissima.
O tagliare la testa al toro e prenderla con molto ironia.
Aggiungere due punti, un bel trattino e chiudere una parentesi.
Smile!
Tanto per essere quelli dei tempi di Facebook.
Umberto primo capirà.

CP

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