La foto nel portafoglio

Pubblicato: 9 giugno 2014 in Articoli

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Teatro Carignano.
Domenica 8 giugno.
Ore 21.
Sul palco entra la crew del corso intermedio di hip-hop bambini della scuola CARMA (ex Sampaoli).
Mescolato tra il pubblico un padre più emozionato del figlio.
La videocamera entra in azione.
Da tre anni il rito del saggio finale.
La scenografia è quella delle grandi occasioni.
Mesi di preparazione per cinque minuti di eternità.
La mano deve restare immobile.
Il cuore non ci riuscirebbe neanche a sedandolo.
E come potrebbe?
Il biondino è lì.
A pochi metri.
Professionale e calato nella parte.
Parte la musica.
Nasce la meraviglia.
È solo la prima coreografia, la seconda arriverà più avanti, ma la tensione è già alle stelle.
Come tutti i genitori con la foto del figlio nel portafoglio da tirare fuori alla prima occasione, sei lì che fai un tacito tifo da stadio.
Hanno appena finito le cucciole del gruppo di danza classica e il ritmo dell’hip-hop risveglia immediatamente dall’atmosfera da fiaba precedente.
Non è come andare a vedere la finale di calcio nei campetti di periferia.
Nessuno insulta il figlio di un altro per una gamba tesa.
Nessuno si trasforma in tigre della Malesia pronta a sferrare l’attacco.
Nessuno ripassa a voce alta le parolacce imparate da piccolo.
Nessuno aspetta l’arbitro fuori dallo spogliatoio.
Si guarda, semplicemente si guarda.
Si guarda col fiato sospeso.
Ed è magia.
Il corpo comincia a muoversi sulla poltroncina del teatro più bello di Torino.
C’è solo la musica che parla, e i corpi dei bimbi che si muovono sul palco.
Il ritmo si propaga verso l’alto e tutto comincia a vibrare.
Uno spettacolo nello spettacolo.
In cui la competizione è solo con se stessi.
Perché il gruppo è il gruppo.
E la crew é un’anima sola che respira il suo momento di celebrità.

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Lasciare la foto nel portafoglio è impossibile.
Scalpita da sola.
È irrefrenabile.
Come il video che non riesce a rimanere confinato sulla scheda di memoria.
Sarebbe un peccato abbandonarlo a prendere polvere.
Perché se è vero che insegniamo ai bambini di viversi le emozioni, di non nasconderle, allora è meglio cominciare a dare l’esempio, tirando fuori le proprie (foto e video compresi).
Soprattutto quando bambini non lo siamo più.
E tutto diventa terribilmente serio.
Come guidato dalla paura di passare per i soliti genitori pronti a tirare fuori la foto alla prima occasione.
CP
.
PS Il biondino è facilmente riconoscibile.
Ma per i meno avvezzi basta seguire le suole fosforescenti nel primo video, e i lacci arancioni nel secondo.
Tanto per non confondersi.

 

commenti
  1. Aurelia Pusar ha detto:

    una scuola meravigliosa per bambini e adulti la SANPAOLI diventata CARMA

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