Una volta si diceva feliciter

Pubblicato: 18 giugno 2014 in Articoli

In bocca al lupoIn bocca al lupo.
In culo alla balena.
In groppa (o in culo) al riccio.
Tanta merda.
Merda, merda, merda.
Da qualsiasi parte la si guardi, si finisce sempre in posti caldi.
Una fortuna a quanto pare permalosa, che non si accontenta di essere semplicemente buona.
Porterebbe sfiga.
Tanta sfiga.

Che mondo complicato!
Eppure gli studenti dovrebbero essere immuni dalla scaramanzia.
Chi passa tanti anni sui libri dovrebbe essere razionale.
Critico al punto di sapere che scaramanzia e superstizione vanno bene per il medioevo.
Eppure …
Al primo che augura BUONA FORTUNA rispondono con una bella strizzatina di palle (anche quando non ne dispongono in prima persona).
Santi e santini, corna e cornetti, sostanze ferrose sempre a portata di mano.
Diventano tutti dei piccoli lord.
Dai rituali navigati.
Come vissuti portuali di Amburgo.
Dalle mani grosse e i calli arrugginiti.
Loro, la futura classe dirigente del nostro paese, quelli che con la filosofia ci fanno colazione e merenda, quelli che la storia e la letteratura anche a pranzo, quelli che la fisica e la matematica come digestivo, riscoprono il proprio lato ferino di fronte a parole non gradite.
Feliciter, diceva Cicerone.
Semplicemente feliciter.
Secco secco. Senza tanti fronzoli.
Buona fortuna.
Nè più, né meno.
Senza lupi o balene.
E cavità oscure annesse.
Giona uscì indenne dalla pancia del (forse) cetaceo più famoso della Bibbia, da davanti.
Dalla parte posteriore – possiamo immaginare – non sarebbe sopravvissuto al tentativo di fuga.
Letteralmente sepolto da una montagna di merda.
Eppure, culo, solo culo (e suo contenuto) come portafortuna.
Che culo!
Hai avuto culo!
C’ha più culo che anima.
Nessun dubbio dunque sulle proprietà taumaturgiche delle chiappe.
In tutti i casi, le risposte a tali auguri stilnovistici la dicono lunga.
Il lupo deve crepare (l’unico caso in cui il congiuntivo non lo sbaglia mai nessuno), altrimenti si fa una brutta fine.
La balena è meglio che non soffra di colite, altrimenti si fa una fine ancor più traumatica.
E il piccolo Erinaceus europaeus? Be’, è fuori discussione.
Tra in culo al riccio e un riccio in culo la risposta vien da sé.
Feliciter ragazzi.

CP

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