Cupole Lido

Pubblicato: 24 giugno 2014 in Articoli

Cupole Lido.jpgSan Giovanni col botto.
Dodici ore prima dei grandi fuochi sul Po.
Si comincia con la lettura del Vangelo, un Pater e un’Ave sulla Torino-Savona.
Male non fa.
Nove pullman nel segno di don Bosco.
Manca solo la batteria di pentole in omaggio, e si potrebbe anche tirare dritto verso i Pirenei.

L’oratorio è in movimento, si trasloca a Cavallermaggiore, con familiari in allegato per la grande occasione.
I figli rigorosamente con i propri animatori su mezzi di trasporto a due piani. Genitori, amici e parenti su un veicolo “polacco” destinato a traghettare tutti i “fans” al seguito.
Tutti orgogliosamente firmati CHIESA (mai una ditta di noleggio ha avuto nome più azzeccato).
Un’unica speranza: rientrare in tempo per il fischio d’inizio. È il giorno di Italia-Uruguay (forse le preghiere delle 9 potrebbero avere un fine specifico).
Da ex allievo salesiano … é come un tuffo nel passato. Indietro di trent’anni. Non si andava alle Cupole Lido, ma il ritiro spirituale degli Amici di Domenico Savio non te lo levava nessuno e si cominciava sempre la giornata con un pensiero verso l’alto.
Tre anni di scuola media con messa del mattino garantita (almeno una volta a settimana, non contando la domenica ovviamente).
Da farne il pieno per i successivi trent’anni. Ma questa è tutta un’altra storia.
Ora gli scivoli ci stanno aspettando.
3,2,1 … Arrivati!
Conto alla rovescia e applausone stile atterraggio da volo intercontinentale.
Tutti in fila per due (perlomeno si tenta).
Speriamo che non si perdano i gatti avanzati. E che l’estate sia con tutti voi.

CP

commenti
  1. Pusar Aurelia ha detto:

    I buoni propositi, sono poi un marchio per i successivi 50 anni. Qualche limata alle messe ed ai ritiri, rimane sempre una bella scuola di amicizia. Anch’io ho i miei ricordi del Villaggio Santa Caterina, ci mettavamo anche le visite della San Vincenzo, dove anzichè andare a divertirci si usava andare a dare sollievo a malati e poveri del villaggio: insomma era il senso del mondo più cattolico. Rendersi condo anche dei bisogni altrui e che noi possiamo essere partecipi, anche con un contributo diretto alle famiglie. Oggi non mi risulta si usi più.Ai giovani bisogna da tutte le parti insegnare solo a divertirsi. In questo è carente anche il mondo laico, i partiti hanno sempre fatto rumore, tanto che sono scoppiati da soli. Con ciò sono felicissima di vedere tutti questi bambini che scendono da pullmann a due piani, dove hanno visto anche la partita in televisione. Sono preoccupata dell’eccesso dei salesiani. Vedrei un’estate dei ragazzi nelle caserme di montagna o al mare accostati ad esempio agli alpini, che oltre alla allegria gli possano insegnare qualcosa. Insomma un compito dello stato, anche per l’accoglienza. Questa è la mia esperienza, ora guardo perplessa, e non solo io.

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