Archivio per ottobre, 2014

Idea! Pardon, Ikea!

Pubblicato: 30 ottobre 2014 in Articoli

billyVoglio andare a vivere all’Ikea!
No, non è la versione aggiornata del successo anni novanta di Toto Cutugno.
Anch’io, da piccola, non vedevo l’ora che i miei mi portassero all’Ikea!
No, non è il remake nostalgico del Morandi di Ti porto al mare, né di quello che aspettava sotto il portone di andare a comprare ettolitri di latte.
Semplicemente due amiche sullo scalone dell’Umberto I, dopo una lunga giornata di scuola, in vena di qualche scoop esistenziale.
L’atmosfera si fa un po’ surreale.
Il prof che scende insieme a loro è colto di sorpresa (lui, purtroppo, Totò Cutugno e il Gianni nazionale se li è sciroppati per motivi familiari).
La prima reazione è uno scetticismo ironico.
Sul serio? Dai, è una battuta! Non scherzate! Che infanzia dura ragazze!
E invece no. L’entusiasmo è sincero, il desiderio pure. (altro…)

Parafrasi e dintorni

Pubblicato: 29 ottobre 2014 in Articoli

ipse dixitC’è la PERIFRASI, che non è altro che un giro di parole per indicare qualcosa. Si usa per evitare le ripetizioni lessicali, soprattutto quando i sinonimi finiscono.
C’è la PARAFRASI, che altro non è che la riscrittura di un testo letterario complicato in un italiano più vicino a noi. Si usa per capire meglio il significato di una lingua talvolta ostica come quella di qualche secolo fa.
E poi c’è la PARIFRASI, che, a occhio e croce, significa: nonricordoassolutamenteuncazzodiquellocheabbiamofattoperdueannimaciprovolostesso.
E si usa quando la confusione cerebrale è tale che Porta Palazzo il sabato mattina ricorda un chiostro di cistercensi.
Alle 8 del mattino, si sa, la connessione dei neuroni va a rilento sui banchi di scuola. Quegli strani oggetti con una superficie piana che tanto ricorda il letto da poco abbandonato. Strumenti indispensabili per la ripresa delle sinapsi, soprattutto quando l’inverno è alle porte e il letargo vorrebbe essere l’unica opzione a disposizione. Sostegni della propria sopravvivenza. Gli unici veri amici almeno fino alla terza ora, quando la luce comincia a filtrare attraverso le palpebre incollate dalla notte.

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È un lavoro da uomini

Pubblicato: 29 ottobre 2014 in Articoli

anni settantaCosì dice mia moglie.
Ma ho un viscerale bisogno di capire.
Perché le donne (in particolare le amorevoli consorti) si ricordano a fasi alterne le conquiste del femminismo?
Perché per i lavori di casa diurni esiste la parità, la par condicio nei compiti, i diritti sacrosanti al riposo, e a determinati orari tutto il resto diventa un “lavoro da uomini”?
Perché prima del tramonto o nei paraggi dell’alba si dimenticano di colpo tutte le proprie rivendicazioni sociali?
Perché se la macchina improvvisamente rimane senza benzina, se inaspettatamente rimane sepolta da una nevicata, se il terribile ghiaccio si è impossessato del parabrezza, chi esce di casa e parte in missione deve essere per forza il maschio?
E tutte le belle parole, i cortei e gli scioperi?
Tutta la sudata parità, figlia di anni di lotte, battaglie e conquiste pagate a caro prezzo?
Un femminismo part-time … a quanto pare. (altro…)

Lavaggio automatico

Pubblicato: 29 ottobre 2014 in Articoli

libro bagnatoUna lingua è viva quando qualcuno la usa. Quando una comunità parlante la fa propria per comunicare.
Parole che nascono, crescono e muoiono. Sostituite da altre che hanno lo stesso destino.
Un ciclo che può durare secoli, millenni, o interrompersi e diventare storia. Un passato remoto.
Parole che si usano e di cui, a forza di ripeterle, dimentichiamo il significato.
C’è un vocabolo che a scuola è a serio rischio d’estinzione. Il nostro orso marsicano.
Una sorta di specie protetta che neanche l’ENPA o il WWF sono in grado di difendere.
La parola pulizia.

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Il filosofo scandinavo

Pubblicato: 26 ottobre 2014 in Articoli

filosofo scandinavoDa qualche giorno seguo con interesse tutti i post del filosofo scandinavo.

Sarà che il terzo anno di liceo favorisce l’approccio ai grandi perché dell’esistenza, ma mai avrei pensato che dopo solo un mese di approccio alla disciplina filosofica si potesse sbocciare con tale veemenza e passione.
Con una regolarità ormai d’impronta trascendentale svizzera, non c’è sera che manchi di una riflessione ontologica personale.
Un breve appunto, un sintetico consiglio, una piccola perla di saggezza.

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