Barba e capelli

Pubblicato: 6 ottobre 2014 in Articoli

StipendicameraAdesso è confermato.

Dovevo fare il parrucchiere.
Qualche segnale prima di quelli più recenti era già nell’aria sul finire degli anni ottanta.
Una cresta blu elettrico mi era costata cara di ritorno dall’Inghilterra, ma la moda imponeva scelte drastiche.
Avevo 16 anni e quello spirito di ribellione ereditato dal decennio precedente si respirava ancora in un’Italia ormai da bere.
Avrei dovuto capirlo fin da quel momento.
Gli anni novanta erano alle porte e si prospettavano scelte importanti per il futuro.
A sentire la voce dei miei le strade erano due: ingegneria o medicina.
Futuro assicurato.
Ovviamente … fu Lettere.

Non sia mai che voci sagge potessero scalfire i sogni di gloria di fine adolescenza.
Per i successivi venticinque anni nessun rimpianto.
Mai. La scelta più azzeccata.
Almeno fino a pochi giorni fa.
Mai avrei pensato che ci stavamo sbagliando in tre.
Notizia shock: la spending review si abbatte sul personale della Camera dei Deputati.
A partire dal 2018 tagli drastici agli stipendi di chi gravita all’ombra di deputati e senatori (e la minuscola è voluta).
Tagli, tagli, finalmente tagli.
Non da domani, per carità. Meno traumatico se tra 4 anni.
D’altronde la sensibilità per i più poveri è sempre stato un tratto distintivo della nostra classe politica.
Ed ecco entrare in scena il teatrino dell’assurdo: la minicasta si ribella.
Dietro le barricate di diverse sigle sindacali tutti, dall’alto funzionario di Stato al barbiere di Renzi e compagni.
Molto strano, ma la parola solidarietà è l’ultima che viene in mente di fronte a certe reazioni.
Di solito di fronte a rivendicazioni salariali è abbastanza naturale prendere le parti degli sfruttati.
Ma i numeri, questa volta, lasciano poco spazio all’interpretazione.
Il Segretario generale della Camera scenderà dal quasi mezzo milione di euro a 360 mila (ovviamente lordi). A quanto pare lavora più del Presidente dell Repubblica visto che viene pagato 120 mila euro in più!
Il tetto massimo dei funzionari della Camera non dovrà superare i 240mila (sempre lordi). Una cifra che supera di ben 9mila euro lo stipendio della Merkel!
Gli operatori tecnici passerano dai 136mila euro attuali a “soli” 99mila.
Anche i barbieri di Montecitorio, inevitabilmente, dovranno affrontare la “fame”.
Eppure sul calendario il primo aprile è ancora lontano.
Uno scherzo?
Si lamentano sul serio?
Non si tratta neanche più di avere la faccia come il culo.
Si tratta di puro delirio da onnipotenza.
Certo, si tratta di tetti massimi, quindi di stipendi di fine carriera.
Ma è proprio qui il segno tangibile di un sistema che ha generato uno storpiamento del reale che è diventato il quotidiano vivere dei più.
Per dirla alla francese, una presa per il culo doppia.
Non solo si parla di cifre esorbitanti di partenza (quelle degli stipendi attuali), ma si ha anche il coraggio di dire che sono lavori che richiedono alta professionalità e quindi vanno pagati il giusto.
Il giusto?
E i milioni di italiani che sono sotto i 1500 euro al mese cosa dovrebbero fare?
I milioni di italiani che a 1500 euro arrivano dopo trent’anni di lavoro?
Ah sì, aspettano gli ottanta euro di bonus destinati alle pecore da seggio elettorale.
Qualsiasi commento diventa davvero superfluo.
Siamo nel Paese che – sempre per rimanere al bon ton – gode e a farsi prendere per il culo (ma pronto ad accettare le omofobe Sentinelle della Fede).
Siamo nel Paese che comincia con la I. Quella d’ingiustizia.
A questo punto, però, anch’io vorrei lo stipendio del parrucchiere delle senatrici di Palazzo Madama.
Mi spetta di diritto. Il mio è un ruolo altamente qualificato.
Richiede forse meno professionalità star di fronte a 25 fanciulli e tentare di non fa perder loro la speranza nel futuro?
Anch’io voglio i miei centomila euro all’anno (lordi, ci mancherebbe!).
Ma non tra quattro anni. Domani mattina, cortesemente.
Ah già. Non ci sono. Gli scatti d’anzianità sono bloccati fino al 2019.
Neanche un piccolo aumento di 50-60 euro per i prossimi cinque anni.
Che straordinaria coincidenza!
Sta’ a vedere che aspettano di incassare dai barbieri per girarli agli insegnanti.
Di questo passo, del barbiere non ci sarà neanche più bisogno.
I capelli continuano a cadere da soli.
La barba diventa sempre più bianca.
I maroni assumono dimensioni ciclopiche.
Magari mi do al porno.
Lì sì che serve professionalità granitica.
E altamente qualificata.
CP
commenti
  1. pusar aurelia ha detto:

    Io l’ho detto subito: Rimpiangeremo Berlusconi.Questa mattina ci siamo recati al Caaf per la Tasi.Roberto alla GCIL, io alla CISL. Dopo una lunga coda mi è stato detto chi ha pagato l’acconto a giungno paga a fine anno. Telefono a Roby che è appenas uscito dal sindacato : gli avevano fatto il conto per pagare. A quel punto torna idietro, va bene paghi a fine anno.La cosa più incredibile che l’operaio FIAT dovrà contribuire con una percentuale alla tassa di proprietà del suo padrone di casa. Per tutti va bene, basta conservare il colore rosso, una nostalgia che non esiste più da tempo: regna una incompetenza in malafede… dalla serie come derubare un pensionato.

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