Archivio per la categoria ‘Racconti’

Trampolino nordico

Pubblicato: 26 febbraio 2014 in Racconti

– Non sempre si può vincere. A volte occorre trionfare – disse con aria sorridente e di sfida.
Lo aveva sempre provocato. Fin dall’inizio.
Dal primo momento in cui gli erano apparse le sue gambe incredibili che toccavano il cielo azzurro dell’estate.
L’aveva conosciuta in spiaggia.
Rocce assolate. Riscaldate dal vento caldo di scirocco.
Colorate dai pastelli delicati di un pittore che stava riprendendo la scena per venderla la sera sulla via principale del paese. (altro…)

Riccardo non aveva mai visto il mare

Pubblicato: 4 febbraio 2014 in Racconti

Riccardo non aveva mai visto il mare. Milioni di volte c’era stato, ma non l’aveva mai visto con lei. E allora era come se non l’avesse mai visto, il mare. Non vederlo con lei, faceva dimenticare tutte le volte che c’era già stato. Eppure così tante volte ci aveva pensato. L’avrebbe voluta portare milioni di volte, al mare. Ma c’era stato sempre qualcosa di più importante da fare. Tutto era importante, anche il mare. Ma tempo non lo si era trovato, per lui. E adesso era troppo tardi. Non rimaneva che immaginarlo, il mare. Immaginarlo con lei. Seduto, a guardare le barche da uno scoglio e a parlare con i pescatori, ignari testimoni del suo amore. Indesiderati soggetti

(altro…)

Una sfida proverbiale

Pubblicato: 29 gennaio 2014 in Racconti

“Quando si trovò per la prima volta di fronte a un piatto di spaghetti, pensò di avere davanti una versione sofisticata dello shanghai”. Era un uomo molto riflessivo e prudente, non disse nulla per non destare sospetti fra i presenti, ma con un balzo felino si nascose dietro ad una pianta nella stanza.

Un uomo come lui, con la sua esperienza di vecchio contadino cinese, un metro e sessantadue con la fronte bruciata dal sole e con un gran sogno mai realizzato, quello di essere una panca (altro…)

Risveglio allucinante

Pubblicato: 29 gennaio 2014 in Racconti

Alluce cominciò lentamente a stiracchiarsi sotto le coperte, ma non potè fare a meno di svegliare i suoi fratelli. Le responsabilità del più grande sono sempre più onerose in famiglie numerose. Così, di lì a poco, quattro voci tenuamente cominciarono a lamentarsi di quel lento movimento, quasi avessero il mal di mare. Eppure Alluce, almeno inizialmente, un po’ d’attenzione quasi amorevole ce l’aveva messa, ma si era svegliato in uno stato di strana agitazione.

Dormire in cinque, uno attaccato all’altro, tutte le notti, non è proprio quel che si chiama meritato riposo. Svegliarsi sempre nello stesso posto, sempre con a fianco la stessa immagine (altro…)