La mia scuola


Versione ufficiale

 

e un po’ meno meno ufficiale.

L’Umberto I è decisamente un laboratorio costante. E quando si ha la possibilità di sperimentare tante forme diverse di scuola si possono incontrare due tipologie di risposte. Quelle statiche, che non riescono a tagliare il cordone ombelicale dalla scuola di trent’anni fa, e quelle dinamiche, che ci provano a prescindere. La ricchezza della nostra scuola sta proprio qui. Gran parte dei docenti ha sempre dato il secondo tipo di risposta, e solo una minima rimane fedele al passato, ma, quando incuriosita al punto giusto, si accoda al cambiamento senza storcere tropo il naso. Un scuola dove si vivono tante ore della giornata non è certo la fotografia della scuola italiana, ma potrebbe diventare un modello per il futuro. Perché no? Da precario ho girato come una trottola in ogni tipo di scuola, ma mai ne ho incontrato uno che mi desse tutte le opportunità professionali che ho adesso. E mai ne ho incontrato uno che offrisse così tante opportunità ai propri studenti. Certo i ragazzi la vedono da un’altra prospettiva. Non sempre comprendono subito la fortuna di frequentare una scuola di questo tipo. Alcuni non vedono l’ora di scappare. Ma solo dopo, da lontano, nel tempo e nello spazio, capiscono. E comprendono fino in fondo.

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